giovedì 26 marzo 2009

storia di un piccolo dado



chissà dove son nato, da quale miniera hanno cavato il metallo di cui son fatto, quali mani l'hanno estratto, quale enorme e sferragliante macchinario mi ha dato questa forma, quanto tempo ho riposato tra simili a migliaia...e poi via, ho viaggiato, avvitato e svitato, mille usi e mille mani, tante scatole, tanti bulloni.Finchè mi hanno ritrovato, frammento di una recente vita passata, dimenticato in una tasca, in un giorno che per quel presente era qualunque.Ora faccio l'amuleto, non so se sono felice, forse mi manca la mia avventurosa vita di piccolo dado.

domenica 22 marzo 2009

Per me i narcisi saranno sempre in ritardo?


Un intero anno e mi ritrovo ancora al punto di partenza, con la primavera a prendersi gioco del mio lunghissimo inverno.

giovedì 29 gennaio 2009

Con piccola colposa omissione a cui si spera presto di riparare


"Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
[...] essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
[...]Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca, essere felice."

P.Neruda

lunedì 22 settembre 2008

Matite ben temperate

Le borse colorate e frivole attenderanno spettegolando che arrivi la prossima calura per contendersi i miei favori.
Con le prime foglie gialle e le prime brezze è tornato anche l'appuntamento con una vecchia amica che come ogni settembre negli ultimi 15 anni paziente mi attende, con qualche ruga in più, curiosa di sapere quali novità le toccherà ancora vedere.
Ha condiviso con me il fardello, è il caso di dirlo, dei libri di storia e di filosofia, i sospiri di liceale, gli appunti dell'università e la mia tesi, ha trasportato il mio walkman, poi il lettore cd e infine l'i-pod, ha visto comparire il cellulare, ha visto cambiare centinaia di romanzi e imbucare molte lettere, ha visto la smemoranda diventare un'agenda zeppa d'impegni.
Ha preso la pioggia e la neve di molti inverni, era con me alla fermata dell'autobus, sulla banchina del treno, sul sedile di molte auto. Avrebbe molto da raccontare e moltissimo ha da ricordarmi. E' ora di sistemare l'astuccio e temperare bene le matite. Che incomincia un nuovo anno, dietro un ormai invisibile banco di scuola.

mercoledì 17 settembre 2008

It's a long long night.

sono arrivati, gli ultimi giorni dei miei vent'anni. Sarà una lunga notte passata sul molo, chissà se si salperà all'alba. E chissà per dove.

martedì 29 luglio 2008

Assuefatti al dolore, schiavi del denaro.

C'era una volta una piccola comunità minori che se va in gita a Gardaland. I ragazzini si mettono in fila per salire sulle montagne russe. Arriva l'elisoccorso, tutta l'area viene evacuata, le giostre chiuse. Non si sa nulla di quello ch'è successo. Qualcuno sarà stato poco bene per il caldo, diciamo ai ragazzi, un malore. La giornata di tutti, anche la nostra continua. Risate e brividi sulle giorstre, che vengono riaperte.
Si chiamava Alessandro Fasoli e aveva 18 anni. oggi è morto travolto dalla monorotaia su cui i bambini ammirano il parco dall'alto. Lavorava come stagionale, addetto ai cancelletti di ingresso.
La nostra giornata è andata avanti, davanti alla morte orribile di un ragazzo poco più vecchio dei nostri. Nessun telegiornale ha dato la notizia.
Provo digusto, anche per me stessa, provo disgusto per la superficialità con cui abbiamo liquidato, senza chiedere, senza preoccuparci, per quel ch'è accaduto. Provo orrore, senza retorica, per la paradossale immagine di gente in coda sotto il sole, con 40euro in meno in tasca, in attesa di pochi secondi di brivido a pochi metri e a poche ore di distanza. Siamo pupazzi, infilati in un ingranaggio ben oliato che non siamo più in grado di vedere a cui ci pieghiamo con devozione.

lunedì 28 luglio 2008

Il tempo è una presa per il culo

Non c'è bisogno di conoscere la fisica per capire che il tempo è pura invenzione, pura soggettività, fatta per dare senso, per trattenere la vita che invece ama muoversi a singhiozzi, correndo, arrenstandosi, strisciando inesorabilmente troppo lenta.
Sempre fuori tempo ripetto ai tuoi pensieri, ai tuoi desideri.

Questa è la regola.Forse l'unica il signor Cronos si degna di rispettare.

domenica 27 luglio 2008

A voeuri vess sbasii
e desmentegamm tutt
voeuri stà sempper dentr' al toe lett
per vedè se l'è vera che
domà l'amor el te sana
-
voeuri savè pu nient
de come gira el mond
voeuri stàt 'taccaa tutta la nott per
provà se se l'è vera che
domà l'amor el te sana

mercoledì 23 luglio 2008

Chi è che diceva...


Che il lavoro nobilita l'uomo?

martedì 15 luglio 2008

Estate = trash

E, aggiungerei, EVVIVA IL TRASH! In tempi lontani da diavolerie moderne quali Internet, Chat e Blog, il rito dell'estate, che preparava a godersi tramonti lunari in riva al mare e frusciar di vestiti tra le fresche frasche, era sicuramente il film trash d'inizio estate. Giusto per riscaldarsi un po' prima di partire per le vacanze. Ovviamente il film doveva avere una bella storia romantica, velatamente piccante, un protagonista dagli occhi languidi, essere ambientato in estate e, conditio sine qua non, una colonna sonora orecchiabile su cui sospirare... bei tempi!!
Ma insospettatamente stasera eccolo!! Il principe di tutti i film trash dell'estate, il capolavoro dei sospiri adolescenziali. DIRTY DANCING, no dico, il nome è già tutto un programma!
Rivisto a più di un decennio e mezzo di distanza il film è, considerato secondo comuni canoni estetici neanche troppo raffinati, IMBARAZZANTE, ma, dirò la verità, guardato con gli occhi dell'adolescente che in fondo in fondo c'è ancora in me, è un capolavoro del genere qui sopra descritto.
Ora però pretendo tramonti lunari e frusciar di frasche.
Il giro-bicipite almeno il 75% di quello di Swayze.
L'estate si può dire ufficialmente iniziata.

venerdì 11 luglio 2008

Post antidepressivo.


Ok.Il post di ieri mi ha autodepressa.

Pensa che ti ripensa non mi viene in mente nulla di più allegro.

Chiedo aiuto al Lupo, allora. La parola a lei maestro, almeno ci ridiamo un po' su:

giovedì 10 luglio 2008

Libri di scuola.

Immagine di Storia e storiografia per il triennio

Capitolo 4, pagina 265 e seguenti:

-si chiedevano più ampi diritti, aumenti salariali, diminuzione degli orari di lavoro (...)
-le condizioni di vita erano rese difficili dall'inflazione che riduceva drasticamente il potere d'acquisto della moneta (...)
-l'esasperazione dei conflitti sociali, anche in ragione del forte divario fra la ricchezza dei pochi (...) e le difficoltà dei più, non solo dei ceti più umili ma anche dei ceti medi (...)
-alle difficoltà economiche si accompagnò una profonda crisi spirituale,(...)dinnanzi all'urto delle nuove istanze irrazionalistiche, pragmatistiche (...)
-Il nazionalismo soffiò sul disagio di questi ceti, sul loro risentimento (...)
-era destinato a trionfare non tanto per la propria forza, quanto per la debolezza degli avversari (...)
-tra i primi atti del nuovo governo figura l'annullamento dei provvedimenti fiscali (...) si qualificò subito per quello che veramente era, al di là delle sue formule contraddittorie: il difensore degli interessi dei ceti abbienti e del grande capitale. (...)
-si approvò una speciale legge elettorale (...) una legge maggioritaria
-furono imposte misure eccezionali per il mantenimento dell'ordine pubblico (...)
-si prese a legiferare per decreti legge(...)
-non tutta la cultura italiana si mostrò avversa (...). Gran parte di essa si uniformò al nuovo corso politico, giustificando la scelta come esigenza morale di restaurare lo Stato e l'ordine sociale (...)
-si atteggiava a difensore del cattolicesimo contro la minaccia del comunismo (...)

...scusate, dimenticavo il titolo del capitolo, per chi volesse leggerlo integralmente:

"La crisi dello stato liberale e l'avvento del fascismo in Italia"

...perché vi aveva ricordato qualcosa d'altro?

io prenderò la buona abitudine di bere un sorso di olio di ricino la sera, così giusto per abituarmi gradualmente... non so voi.

lunedì 7 luglio 2008

Scene di ordinaria isteria.

Io faccio quasi 100 km al giorno per andare e tornare dal lavoro. Ogni giorno. E' stancante, ma ci si abitua. A tutto ci si abitua. Ma oggi, tutte le isteriche lombarde, assolutamente incapaci di guidare auto evidentemente non loro, si sono date appuntamento nel distretto monza-brianza... rendendo il mio ritorno a casa un incubo costellato di manovre prive di senso, brusche frenate, ingorghi immotivati. E se parlo al femminile un motivo ci sarà. E lo dico da femmina. Da femmina. Che non tiene il piede sulla frizione. Che non balla il tiptap sul pedale del freno. Che non si ferma a 100 mt dalla linea di stop. Che non viene colta da un attacco di panico all'idea di fare un parcheggio ad S, anzi ha fatto del "parcheggio creativo" un cavallo di battaglia. Ch'è stufa di dover difendere la categoria, da motivatissimi attacchi. Sentirle blaterare di parità davanti al the con i pasticcini e farsi scarrozzare dai mariti-fidanzati-morosi. allora sapete che vi dico: STATE A CASA A FARE LA CALZA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

domenica 6 luglio 2008

E' arrivata la bufera.

Oggi c'è stato un temporale. Brevissimo e fortissimo.
La luce, il rumore, l'acqua.
Imprevedibile, irripetibile, è passato prima che me lo sia goduto fino in fondo, si è lasciato ammirare potente, per poche manciate di minuti. Poi il sole che torna, l'acqua svapora dal suolo. Odore di ozono. E tu, a 30 anni quasi suonati, ti trovi con il naso appiccicato al vetro, a guardare il cielo illuminarsi, a sentire la finestra vibrare. Come di anni ne avessi 5.